Le auto d’epoca occupano un posto singolare nel panorama automobilistico francese. Tra l’aumento delle tariffe amministrative, l’evoluzione delle zone a basse emissioni e il crescente entusiasmo per i modelli degli anni 1980-1990, l’attualità delle auto d’epoca non si riassume più solo nei raduni della domenica mattina. Ecco i temi che contano davvero in questo inizio 2026.
Aumento delle tariffe FFVE dal 1° ottobre 2026: cosa cambia per il certificato di registrazione collezione
Hai già richiesto un’attestazione presso la Fédération Française des Véhicules d’Époque? Questo documento è il passaggio obbligato per ottenere il certificato di registrazione collezione. A partire dal 1° ottobre 2026, la FFVE diventa soggetta all’IVA, il che comporta meccanicamente un aumento del costo delle attestazioni e del contrassegno collezione.
In concreto, gli ordini effettuati prima del 30 settembre 2026 rimangono soggetti alle vecchie tariffe. Oltre questa data, bisogna contare su una fattura più alta per ogni pratica. Per i proprietari che intendono far passare un veicolo a certificato di registrazione collezione, la finestra per agire al vecchio tariffario si chiude rapidamente.
Questo aumento colpisce direttamente i appassionati che seguono le notizie sulle auto d’epoca sul sito Les Voitures Anciennes quotidianamente, poiché lo status di collezione condiziona anche l’accesso a determinate deroghe normative, in particolare in zona urbana.
Veicoli da collezione e ZFE: le deroghe da conoscere
Le zone a basse emissioni (ZFE) si moltiplicano nelle grandi metropoli francesi. Per i proprietari di auto d’epoca, la domanda è diretta: si può ancora circolare in città con un veicolo antecedente al 1997?

Nella metropoli di Lille, la ZFE copre dal 1° gennaio 2025 i 95 comuni della MEL. I veicoli non classificati sono in linea di principio vietati alla circolazione. I veicoli con status di collezione beneficiano tuttavia di deroghe locali. Questo è un punto che molti collezionisti ignorano o scoprono tardi.
Il legame tra certificato di registrazione collezione e ZFE diventa quindi strategico. Senza questo status amministrativo, un’auto d’epoca rischia semplicemente di non poter più circolare in alcune agglomerazioni. E con l’aumento delle tariffe FFVE menzionato in precedenza, il costo di accesso a questa protezione aumenta.
- Il certificato di registrazione collezione consente di derogare alle restrizioni ZFE in diverse metropoli, a condizione della normativa locale.
- Le regole variano da un’agglomerazione all’altra: ogni metropoli fissa le proprie condizioni di deroga.
- Lo status di collezione riguarda i veicoli di oltre trenta anni, a condizione di ottenere l’attestazione FFVE e di effettuare le pratiche prima che le tariffe aumentino ulteriormente.
Youngtimers degli anni 1980-1990: il nuovo obiettivo dei collezionisti
Il mercato delle auto da collezione sta vivendo un marcato spostamento generazionale. Gli acquirenti si orientano maggiormente verso i modelli degli anni 1980-1995, spesso legati alla propria giovinezza. Parallelamente, le auto d’epoca stanno vivendo un rallentamento della domanda.
Perché questo cambiamento? I collezionisti che entrano oggi nel mercato sono cresciuti con modelli come le GTI, le sportive giapponesi o le berline europee della fine del XX secolo. Questi veicoli parlano loro, li hanno visti per strada o nel garage di famiglia.

Questo fenomeno ha una conseguenza diretta sui prezzi. Gli youngtimer ben conservati aumentano di valore, mentre alcuni pezzi rari d’epoca faticano a trovare acquirenti durante le aste. Il legame affettivo con un modello pesa ora tanto quanto la sua rarità meccanica.
Per gli appassionati che cercano un primo veicolo da collezione accessibile, questa tendenza apre possibilità interessanti. Un modello degli anni 1990 è spesso più facile da mantenere: i pezzi di ricambio sono ancora disponibili, i meccanici conoscono questi motori e l’elettronica a bordo è rudimentale rispetto alle automobili attuali.
Aste automobilistiche ed eventi di collezione nel 2026
Il calendario degli eventi automobilistici di collezione rimane denso. I grandi appuntamenti internazionali concentrano sempre la maggior parte del volume delle aste, dove i modelli più rari cambiano proprietario per somme considerevoli.
Al di fuori di questi eventi prestigiosi, il tessuto locale rimane vivo. Raduni regionali, fiere di scambio e rally turistici si tengono ogni weekend in tutta la Francia. Questi appuntamenti permettono agli appassionati di vedere modelli raramente esposti, di scambiare consigli tecnici e di trovare pezzi di ricambio introvabili online.
Trasmissione delle competenze: una sfida per i prossimi decenni
Un tema meno visibile, ma altrettanto determinante, riguarda la disparizione progressiva delle competenze meccaniche legate alle auto d’epoca. Gli artigiani capaci di restaurare un motore a carburatore, di rifare un cablaggio elettrico d’epoca o di lavorare la lamiera a mano stanno diventando sempre più rari.
Questa realtà pesa a lungo termine. Senza trasmissione di queste competenze, alcuni modelli diventeranno semplicemente irreparabili. Le formazioni specializzate esistono, ma attirano meno candidati rispetto ai percorsi orientati verso veicoli elettrici o ibridi.
Il futuro delle auto da collezione dipende tanto dai meccanici quanto dai collezionisti. Un veicolo può attraversare i decenni in un garage climatizzato, ma senza le mani capaci di riportarlo in funzione, perde il suo scopo. Questo tema merita tanta attenzione quanto i prezzi di mercato o le prossime aste.



